QUANDO LE EMOZIONI SI TRASFORMANO IN FAME

Quali sono le ragioni che portano  la dieta a fallire?

Una frase comune che noi psicologi ascoltiamo da pazienti che chiedono un sostegno in percorsi di gestione del peso corporeo e supporto psicologico alla dieta è “Ho seguito tantissime diete nella mia vita, ma poi ho sempre ripreso i chili persi (o anche di più!)…Non ci riuscirò mai!”.

L ’esperienza di sentirsi, più o meno, in sovrappeso e di voler perdere qualche chilo, intraprendendo una dieta alimentare, è certamente comune a tutti; la differenza sta nell’esito. Alcuni vi riescono in breve tempo, altri non vi riescono affatto, altri ancora  ci riescono ma poi non mantengono il risultato.

Perchè questo accade?

 

Sai qual’è la differenza tra fame e appetito?

Innanzitutto è importante fare una distinzione tra fame e appetito. Infatti quando mangiamo lo facciamo per due ragioni che solo apparentemente possono sembrare la stessa cosa: la prima è la fame, la seconda l’appetito.  La fame è il bisogno di cibo; è quel meccanismo istintivo che ci garantisce di procurarci il “carburante” che serve per far funzionare bene il nostro corpo. L’appetito, invece, è legato al desiderio di cibo che è ben diverso perché è una reazione emotiva, psicologica (“ sembra appetitoso”, “com’è invitante”ecc…). Entrambi, sia la fame che l’appetito subiscono notevoli influenze da parte dell’ambiente fisico e di quello psicologico; questo significa che molte volte ci troviamo a mangiare più o meno del normale proprio in risposta alla situazione ambientale o emotiva in cui ci troviamo. Si pensi ad esempio all’aumento della fame che avvertiamo quando ci troviamo in un ambiente freddo rispetto ad un posto caldo e la spinta che abbiamo a consumare pasti più calorici…questo è un esempio di quanto l’ambiente fisico è in grado di influenzarci.
Anche l’ambiente psicologico è molto potente nell’influenzare la nostra fame e il nostro appetito, così essere in ansia, sentirsi stressati, essere depressi spesso ci porta o a mangiare più del solito, quindi ad avere un aumento dell’appetito (iperfagia), o ad alimentarci meno del solito, cioè ad avere una diminuzione dell’appetito (ipofagia).

Hai mai provato a capire la tua fame?

La fame influenzata dall’ambiente psicologico, pertanto, non è dettata da un’effettiva necessità fisiologica ma dalle emozioni. La fame emotiva è quella che porta a svuotare un intero pacchetto di biscotti, perché “la giornata è andata male” oppure “perché devo colmare un vuoto” o “perché mi sento triste”.  E’ quella voglia di mangiare che sentiamo  in risposta a uno stato emotivo solitamente ansia, tristezza, nervosismo, rabbia, insoddisfazione, noia.

 

Quando la fame si trasforma in disturbo

La fame emotiva si trasforma in un vero e proprio disturbo chiamato Binge Eating (Sindrome da alimentazione compulsiva) quando il mangiare diventa compulsivo, ossia quando le abbuffate divengono molto frequenti e la persona arriva a mangiare una quantità di cibo eccessiva in un tempo limitato.  Le persone raccontano spesso di non riuscire a fermarsi, di non capire bene cosa succeda in quei momenti, ma poi, una volta finito, avvertono un grandissimo senso di colpa e una forte frustrazione (“Perché ho mangiato così tanto? Non dimagrirò mai!). Il Binge Eating Disorder  si differenzia dalla bulimia, perché non sono presenti condotte eliminatorie finalizzate a “compensare” le abbuffate (vomito, purghe…).

 Fame emotiva: come affrontarla

Quello può aiutare quando ci si accorge che l’ambiente psicologico influenza troppo il senso di fame al punto che tutti i tentativi di dieta puntualmente falliscono è provare a comprendere il significato di questa fame emotiva. Il ruolo dello psicologo  che si occupa di alimentazione e gestione del peso corporeo non è di proporre “diete”,ma aiutare a capire quali sono i fattori che influenzano la fame emotiva e che portano al sovrappeso. Vengono fornite delle tecniche e delle strategie utili per imparare a gestire gli “attacchi di fame nervosa” in modo da riuscire ad apprendere ed interiorizzare strumenti e modalità più funzionali per gestire le emozioni negative che, come sappiamo, sono molto potenti nell’ influenzare l’esito della dieta.

Ecco che il lavoro dello psicologo- coach diventa fondamentale per preparare o accompagnare la persona durante il programma dietetico, o meglio ancora durante la sua rieducazione alimentare.

Anche voi avete già iniziato diete che poi irrimediabilmente sono state destinate a fallire?

Allora provate a dare importanza al vostro ambiente psicologico e vedrete la differenza!

 

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